Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Sezione I, 13 Giugno 2019, ricorso n. 77633/16, Causa Marcello Viola c. Italia: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Italia per la violazione dell’art. 3 CEDU (divieto di trattamenti inumani e degradanti).

Con la sentenza in allegato, la sezione I della Corte

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Sezione I, 13 Giugno 2019, ricorso n. 77633/16, Causa Marcello Viola c. Italia: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Italia per la violazione dell’art. 3 CEDU (divieto di trattamenti inumani e degradanti).2019-07-02T12:46:34+02:00

Cass. Pen., Sez. II, 22 maggio 2019, n. 21987: la pronuncia del Giudice di legittimità sul rapporto tra accesso abusivo a sistema informatico ex art. 615 ter c.p. e detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici ex art. 615 quater c.p.

Con la sentenza che può leggersi in allegato, la Seconda

Cass. Pen., Sez. II, 22 maggio 2019, n. 21987: la pronuncia del Giudice di legittimità sul rapporto tra accesso abusivo a sistema informatico ex art. 615 ter c.p. e detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici ex art. 615 quater c.p.2019-06-10T14:27:42+02:00

Cass. Pen., Sez. Un., 22 maggio 2019, n. 22533: le Sezioni Unite risolvono i dubbi in merito all’interpretazione dell’art. 597 co. 5 c.p.p. stabilendo come solo nel caso in cui l’imputato abbia specificamente richiesto il beneficio della sospensione condizionale, nell’atto introduttivo o nel corso del giudizio di appello fino alle conclusioni, sarà possibile ricorrere per Cassazione per il mancato esercizio dell’obbligo di motivare sul punto da parte del Giudice d’appello.

Le Sezioni Unite con la recente sentenza n. 22533 del

Cass. Pen., Sez. Un., 22 maggio 2019, n. 22533: le Sezioni Unite risolvono i dubbi in merito all’interpretazione dell’art. 597 co. 5 c.p.p. stabilendo come solo nel caso in cui l’imputato abbia specificamente richiesto il beneficio della sospensione condizionale, nell’atto introduttivo o nel corso del giudizio di appello fino alle conclusioni, sarà possibile ricorrere per Cassazione per il mancato esercizio dell’obbligo di motivare sul punto da parte del Giudice d’appello.2019-06-10T12:20:26+02:00

Corte costituzionale, ordinanza 10 maggio 2019, n. 117: la Consulta chiede alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di stabilire se il “diritto al silenzio”, che spetta a chi potrebbe essere incolpato di un reato, valga anche davanti alla CONSOB per gli illeciti di sua competenza.

Con l’ordinanza n. 117, depositata lo scorso 10 maggio, la

Corte costituzionale, ordinanza 10 maggio 2019, n. 117: la Consulta chiede alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di stabilire se il “diritto al silenzio”, che spetta a chi potrebbe essere incolpato di un reato, valga anche davanti alla CONSOB per gli illeciti di sua competenza.2019-06-10T12:20:10+02:00

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Sezione I, 7 Marzo 2019, ricorso n. 22350/19, Causa Sallusti c. Italia: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Italia per la violazione dell’art. 10 CEDU (libertà d’espressione).

Con la sentenza in allegato, la sezione I della Corte

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Sezione I, 7 Marzo 2019, ricorso n. 22350/19, Causa Sallusti c. Italia: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Italia per la violazione dell’art. 10 CEDU (libertà d’espressione).2019-05-16T11:58:41+02:00

Corte Costituzionale, 10 Maggio 2019, n. 112: è costituzionalmente illegittimo l’art. 187 sexies T.U.F. nella parte in cui prevede la confisca amministrativa obbligatoria dell’intero “prodotto” di operazioni finanziarie illecite e dei “beni utilizzati” per commetterle, e non del solo “profitto” ricavato da queste operazioni.

Con la sentenza n. 112 (relatore Francesco Viganò), depositata in

Corte Costituzionale, 10 Maggio 2019, n. 112: è costituzionalmente illegittimo l’art. 187 sexies T.U.F. nella parte in cui prevede la confisca amministrativa obbligatoria dell’intero “prodotto” di operazioni finanziarie illecite e dei “beni utilizzati” per commetterle, e non del solo “profitto” ricavato da queste operazioni.2019-05-16T12:01:55+02:00

Cass. Pen., Sez. VI, 30 aprile 2019, n. 17980: sui rapporti tra i delitti di millantato credito (art. 346 c.p.) e traffico di influenze illecite (346 bis c.p.) alla luce delle modifiche apportate dalla legge n. 3/2019, c.d. “Spazza corrotti”

Con la sentenza che può leggersi in allegato, la Sesta

Cass. Pen., Sez. VI, 30 aprile 2019, n. 17980: sui rapporti tra i delitti di millantato credito (art. 346 c.p.) e traffico di influenze illecite (346 bis c.p.) alla luce delle modifiche apportate dalla legge n. 3/2019, c.d. “Spazza corrotti”2019-05-16T10:26:00+02:00

Corte Costituzionale, 19 Aprile 2019, n. 99: la Corte Costituzionale estende l’applicabilità della detenzione domiciliare “in deroga” ai casi di grave infermità psichica che sia sopravvenuta durante la carcerazione.

Con la sentenza numero 99 (relatrice Marta Cartabia), depositata il

Corte Costituzionale, 19 Aprile 2019, n. 99: la Corte Costituzionale estende l’applicabilità della detenzione domiciliare “in deroga” ai casi di grave infermità psichica che sia sopravvenuta durante la carcerazione.2019-05-16T10:25:35+02:00
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