Lo scorso 17 ottobre è stato presentato alla Camera dei Deputati il testo del disegno di legge “Terra mia” predisposto, di concerto, dai Ministeri dell’Ambiente e della Giustizia allo scopo di rafforzare, in ottica maggiormente repressiva, la vigente legislazione penale a tutela dell’ambiente.

Il disegno di legge si propone di innovare significativamente l’apparato sanzionatorio applicabile alla materia ambientale, attraverso un intervento che interessa – tra gli altri – il Testo Unico dell’Ambiente (d. lgs. 152/2006), il Codice Penale, e il d. lgs. 231/2001, che disciplina la responsabilità da reato degli enti.

In dettaglio, con riferimento al Testo Unico dell’ambiente, le principali novità riguardano:

  • la trasformazione della fattispecie di abbandono di rifiuti da parte di soggetti privati (art. 255, comma 1) da illecito amministrativo a reato contravvenzionale;
  • l’estensione dell’ambito applicativo della disciplina della combustione illecita di rifiuti (art. 256-bis) ai fatti aventi ad oggetto rifiuti depositate in aree o impianti privatizzati o nei cassonetti;
  • l’inasprimento del trattamento sanzionatorio del reato di discarica abusiva (art. 256, comma 3), rispetto al quale viene altresì introdotta la confisca obbligatoria dell’area asservita a discarica ad eccezione del caso in cui sia di proprietà di terzi estranei al reato e lasciando fermi in ogni caso gli obblighi di ripristino e di bonifica dello stato dei luoghi.

Avuto riguardo alle novità introdotte nel Codice Penale, si segnalano:

  • gli inasprimenti sanzionatori previsti per le fattispecie di inquinamento ambientale (art. 452-bisp.), e di disastro ambientale (art. 452 quater c.p.),
  • i correttivi volti ad estendere, alla platea dei reati ambientali, l’ambito di operatività della confisca c.d. “allargata”, delle pene accessorie dell’interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, e dell’incapacità di contrarre con la pubblica amministrazione.

Sul versante della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ex d.lgs. 231/2001, il d.d.l. in esame mira, infine, ad ampliare il catalogo dei reati ambientali presupposto, includendovi:

  • all’art. 25-undecies, le fattispecie codicistiche di incendio boschivo (art. 423-bis), morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-ter), impedimento del controllo (452-septies), omessa bonifica (art. 452-terdecies) e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 452-quaterdecies)
  • al nuovo art. 25-undecies.1 quella extra-codicistica di lottizzazione abusiva (artt. 30, 44, lett. c), d.p.r. n. 380/01).