Nella sentenza che può leggersi in allegato la Corte di Cassazione è tornata, ancora una volta, a pronunciarsi sul dibattuto tema inerente al possibile concorso tra i reati di frode informatica e accesso abusivo ad un sistema informatico. I giudici della V sezione, senza discostarsi da un (ormai) consolidato orientamento interpretativo, hanno ribadito che, attesa la diversità dei beni giuridici tutelati e delle condotte sanzionate, il delitto di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, ex art. 615-ter c.p., può concorrere con quello di frode informatica, ex art. 640-ter c.p.: «il primo tutela il c.d. domicilio informatico sotto il profilo dello “ius excludendi alios”, anche in relazione alle modalità che regolano l’accesso dei soggetti eventualmente abilitati, mentre il secondo contempla e sanziona l’alterazione dei dati immagazzinati nel sistema al fine della percezione di ingiusto profitto».