Fonti ufficiali del Consiglio dei Ministri hanno fatto circolare una prima bozza del disegno di legge delega intitolato «Deleghe al Governo per l’efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le Corti d’appello»: sono sedici articoli attraverso cui il Governo ha inteso farsi carico dell’esigenza di eliminare i tempi morti nel processo e dare una risposta più veloce alla domanda di giustizia dei cittadini.

Dalla stretta sulla durata delle indagini preliminari, alla semplificazione del sistema delle notifiche; dalla riduzione dei tempi del processo –tramite la previsione di termini di fase e sanzioni disciplinari nei confronti dei magistrati per il caso della loro inosservanza – al potenziamento dei riti alternativi al dibattimento sino alla previsione di un piano di investimenti per l’assunzione di magistrati e personale amministrativo. Questi, in estrema sintesi, alcuni tra i punti più qualificanti del progetto di legge delega sulla riforma del processo penale il cui testo può leggersi in allegato.

Nel disegno di legge è stato inserito, inoltre, il c.d. «Lodo Conte-bis». Si tratta dell’ennesima proposta di intervento sull’istituto della prescrizione del reato modificato dalla legge n. 3/2019, in vigore dal 1° gennaio 2020. In sostanza, rispetto al blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, di condanna o assoluzione– risultante dalle modifiche apportate dalla legge n. 3/2019 – il «Lodo Conte -bis» mira ad introdurre una disciplina diversificata per assolti e condannati tale per cui, lo stop del termine di prescrizione scatterebbe, dopo il primo grado, solo in caso di condanna e non anche di assoluzione. Qualora il condannato venisse successivamente assolto in appello questi avrebbe diritto di recuperare il termine di prescrizione nel frattempo rimasto bloccato mentre, in caso di “doppia conforme” (condanna in primo e secondo grado), il termine di prescrizione rimarrebbe definitivamente bloccato.