Si tratta, com’è noto, del testo del disegno di legge n. 1189 che il Governo ha originariamente presentato come “Spazzacorrotti” e che, successivamente, nel corso dell’iter parlamentare che ha portato alla sua definitiva approvazione, ha ampliato i propri orizzonti ben oltre la materia della corruzione. Come si desume dalla intitolazione della Legge, tre sono i temi interessati dalla riforma: lotta alla corruzione della P.A..;
riforma della prescrizione; trasparenza di partiti, movimenti politici e relativi finanziamenti. Tra le principali novità d’immediata rilevanza penalistica si segnalano, in particolare: l’inasprimento del trattamento sanzionatorio per reati di corruzione ed altri reati commessi in danno della P.A.; l’introduzione di strumenti, anche di tipo investigativo, volti a favorire l’emersione dei fenomeni di corruzione nell’esercizio dell’attività della P.A.; la previsione – estesa a tutti i reati – del “blocco definitivo” del termine di prescrizione dopo la sentenza (condanna o assoluzione) emessa dal Giudice di primo grado; l’ampliamento – mediante l’innesto del reato di traffico di influenze illecite di cui all’art. 346 c.p. – del catalogo dei reati presupposto ai fini della responsabilità dell’ente ex d.lgs. 231/2001 e, parallelamente, l’inasprimento delle sanzioni interdittive nei casi di condanna dell’ente per concussione e altre ipotesi di corruzione. La legge entrerà in vigore il 31 gennaio 2019. Per le disposizioni in materia di prescrizione (comma 1, lettere d), e) e f) l’entrata in vigore è differita al 1° gennaio 2020