Salta al contenuto
Lonati – Studio Legale Logo
  • STUDIO
  • PROFESSIONISTI
  • AREE DI PRATICA
  • PUBBLICAZIONI
  • IN PRIMO PIANO
    • Newsletter
    • Eventi
    • Contributi
  • CONTATTI
Pubblicazioni su riviste scientifichelucaG2018-12-03T10:08:42+01:00
  • Pubblicazioni su riviste scientifiche
  • Pubblicazioni su volumi collettanei
  • Pubblicazioni monografiche

 

Studio Legale Lonati S.T.A.-S.R.L.

Corso di Porta Vittoria, n. 50 – 20122 Milano
Tel. +390249700516
Fax +390249700856
Email segreteria@lonatilex.it
PEC s.lonati@pec.netorange.it

Seguici su:

PRIVACY
COOKIE
CREDITS

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Accetto le disposizioni sulla privacy
  • IT
  • EN

ARTICOLO
Simone Lonati, Un invito a compiere una scelta di civiltà:la Corte europea dei diritti dell’uomo rinunci all’uso della testimonianza anonima come prova decisiva su cui fondare una sentenza di condanna

ANNO DI PUBBLICAZIONE
2019

PAGINE PERIODICO
341-388

EDITORE
IBRASPP

Il presente lavoro propone una riflessione sull’utilizzo della testimonianza anonima da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.
L’analisi dei principali leading cases, risolti dai giudici di Strasburgo, permetterà di cogliere l’evoluzione della giurisprudenza europea su un tema così delicato a causa della grave menomazione che subisce il diritto di difesa dell’accusato quando sono impiegate all’interno del processo le testimonianze anonime. Le ultime sentenze intervenute su questo specifico tema preoccupano perché confermano il progressivo arretramento da parte della Corte europea sulla fondamentale garanzia del contraddittorio. Se, da un lato, si condivide la necessità di tutelare, all’interno del processo penale, diritti di soggetti diversi dall’imputato e si riconosce l’urgenza, a fronte di una situazione di pericolo per il testimone, di salvaguardarne l’incolumità e di preservare la fonte di prova, dall’altro, tuttavia, non si comprende, infatti, quale “counterbalancing procedures” possa restituire all’imputato ciò che gli viene tolto in termini di difesa non comunicandogli l’identità del testimone. Si tratta, allora, di compiere una scelta di civiltà domandandosi se in un processo che vuole continuare a definirsi «equo» l’accusa anonima possa essere tollerata.

ARTICOLO
Simone Lonati, Anonymous Witness Evidence before the European Court of Human Rights: Is It Still Possible to Speak of “Fair Trial”?, in European Criminal Law Review

ANNO DI PUBBLICAZIONE
2018

PAGINE PERIODICO
116-142

EDITORE
Nomos

The purpose of this paper is to encourage a reflection on the use of anonymous witness evidence by the European Court of Human Rights. An analysis of the leading cases solved by the Strasbourg judges will provide an overview of the European case law developments on such a delicate topic, considering how the accused’s right of defence is seriously impaired when anonymous depositions are admitted in proceedings. The Court’s most recent decisions on this topic do create some concern. They represent a considerable step backward in the guaranteed right to confrontation, which, especially when dealing with anonymity, does not seem acceptable. While there is no question on the need to protect persons other than the accused in criminal proceedings and on the urgency to safeguard the safety of witnesses, when in danger, and preserve the source of evidence, on the other hand, it is hard to imagine what “counterbalancing procedures” could compensate for all that the accused is denied when the identity of the person making incriminating statements against him/her is concealed. It is, therefore, a matter of making a civilised choice, and of asking ourselves whether in a trial that still aspires to be defined as “fair”, anonymous incriminations may be tolerated.

Torna in cima